05/04/2015

La libertà: autosufficienza vs universale

Potenza, sapienza e amore sono il trittico che consente al Campanella di condannare come empia e antinaturalistica la visione del Machiavelli. Negando la naturalità della religione, Machiavelli, secondo l’irrequieto domenicano, rinega la sapienza in favore dell’astuzia, fondata sull’amore di sé, che a sua volta deriva dall’insipienza e dall’inopia. Egli quindi ha una visione ridotta e riduttiva del mondo, in quanto isola e assolutizza la solo componente del potere. Machiavelli stima la parte più del tutto e se stesso più della specie umana e dell’universo divino.

 

L’opposizione tra la visione naturalistica della religione del Campanella e il presunto ateismo del Machiavelli, se prescindiamo dal contesto storico nel qual i concetti si sono incarnati e trovano tutto il loro senso, è un’opposizione che ci consente di iniziare qualche riflessione sul nostro mondo contemporaneo.

L’opposizione religione/ateismo è di attualità. E lo è in modo logico. Non è tanto la questione della laicità vs la religiosità che pone problema, ma piuttosto – ed è quanto dice anche il Campanella – la limitatezza della sapienza degli uomini. Staccata da ogni dimensione intrinsecamente naturale, il pensiero umano può solo scimmiare  la Natura e produrre sistemi limitatamente autosufficienti.

L’autosufficienza è quello che è il più pregiato nella nostra società. E diventato segno di distinzione sociale.

Il legame colla fonte viene troncato. Rimane solo un processo. Un processo diventato oggi autosufficiente.

Ma dov’è la dimensione universale ? V’è ancora ?

In un momento in cui la singolarità viene incensata, è interessante interrogarci sulla natura di questa singolarità: essa è frutto della sola sapienza umana (che il Campanella definisce insipienza) o è l’espressione di una variabile dell’universale?

La domanda è ingenua. Però contiene, secondo me, un suo grado di difficoltà.

Il processo per definizione non dovrebbe essere ridotto ad autosufficienza, né a sistema. Dovrebbe sempre andare avanti e far fruttificare le infinite variabili che l’universo propone. La libertà è nel procedere. Il procedere è universale. La libertà è quindi universale. Chi riduce a sistema, chi limita a sé il processo è insipiente.

Oggi sono pochi ad essere davvero liberi. La libertà di oggi è autosufficienza. Non è quindi libertà.

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